indossami
come l’albero indossa la sua corteccia
mentre piove; mentre sporge pelle o ramo
dal cuore, dove continuamente
manca il sole.
*
indossami
come l’albero indossa la sua corteccia
mentre piove; mentre sporge pelle o ramo
dal cuore, dove continuamente
manca il sole.
*
LETTERATURA NECESSARIA – ESISTENZE E RESISTENZE
AZIONE N° 11
Domenica 22 Aprile ore 20.30
Modì Caffè
Via S. Giorgio 4
MANTOVA
reading letterario multimediale
con
Luca Artioli, Anila Resuli, Michele Mari,
Jacopo Ninni & Agnese Leo, Enzo Campi
Pagina Evento su facebook
http://www.facebook.com/events/219784014788061/
se la foglia non avesse memoria del ramo
mentre cade. ne vedi l’ombra scendere
e la spirale che inspira nel vortice
colori a catena giù non ci sei
con la mano nel palmo simile dentro
l’orecchio nel battito come forma
semplice di assenza di un altro respiro
più lontano. conta le punte di ciglia
e riconta il respiro
riconta l’assenza di sogno
riconta le punte ad ago appese alla lingua
ed inspira ancora nel polmone
l’andirivieni ché giù non ci sei
nel cadere.
(prima)
lascio la mia bocca alla tua porta
prima che faccia edera il sole
dei muri, dei nastri di pelle lasciati a seccare
sui vetri di finestre in fila colorate,
dei capelli mossi a fiume su braccia
tese e rigide prima che prenda l’aria
di te il mio fiato. la sorte preannuncia
addii e dirti sei qui, sono qui,
immortalando un attimo
prima che accada.
*
scopri l’odore, lo scalino che sgozza
il piede mentre fascia la pelle i buchi
di marmo scalfito di nere e bianche
pagliuzze verdi di occhio ramato
sotto la pioggia. scendi, sfianchi
l’anca mentre dorme il sogno
dentro la palpebra – come rimani affranto
tra le ciglia che scoprono il tuo cadere,
la vertigine che svena il corpo
dal collo – dal collo non ho parole -
come corte di braccia che assecondano
l’intenso che permane nella tua bocca
quando sogna di cadere nella mia,
quando attende il battito di penetrare
il petto, la pianta del ventre che fa
casa il corpo, fa pane le falangi
tra i denti, nel dire che brucia
la schiena di queste travi a cruna
con dentro il sangue.
Roma
*
nella forma che prende il vento
col palmo aperto
a reggerti così
così
senza che io cada.