non tiene nome la roccia, una macchia
rende voglia la pelle – sullo stipite
l’osso che buca la cenere: torni
che già piega la luce a cielo chiuso
tocca terra nel fiato, tocca ventre
occhio che asciuga pupilla, la mano
priva di dorso, l’unghia dentro inserto
incagliato nel sangue che ti rendo
qui poco a poco, fino a scomparire.

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