*

si ferma l’ombra, la radura resta,
corrode la preghiera, annuncia voci,
perde respiro, e scivola: crea dentro
distanza e ruga; riaccolto nel vanto
il fiore si rovina. più non penetra
luce la sorte, negata la soglia
il tempo buco – dormi come sveglia
attendi nel ricamo: tempo accolto
a braccio teso, spazio pronunciato
che mi rimane. presti la parete
stirata a punta sulla lingua nera
fuliggine riavvolta alla saliva –
quante mie dita vedi nei tuoi palmi
lo stelo cade senza più parlare.

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