ora ascolta nel guscio questo buio
digerito da morso dato al pane,
come sangue, una pozza ferma al cuore:
l’arto concentra la forza nel corpo.
ripeti il nome, la valanga a ventre
aperto chiama voci dalla terra,
boschi rimasti sospesi nel tratto
senza silenzi, apre nella ferita
il taglio, l’occhio frantumato dentro
circoncide le teste, una poi l’altra,
nei muri sfatti della nostra casa,
con piccoli corridoi, dove i spettri
non possono più uscire.

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2 thoughts on “

  1. ciao Anila, trovo che siano molto, molto belle queste tue nuove cose. Anche questa tua nuova realtà. Questo rallentare fino a fermarsi, per ripartire e scrivere, e leggere.
    A presto.
    Luca

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  2. ciao Luca, è da tanto che non ti leggo. sono contenta che mi scrivi qui. mi fa piacere che continui a leggermi e che le mie cose ti piacciano, davvero.
    mandami qualcosa delle tue nuove cose, mi raccomando.
    un abbraccio,
    Anila

    Mi piace

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