*

caduta la fiamma, rosari di sillabe
occhi, pietre,
colli lunghi tagliati
mani senza dita a scrivere:
la memoria si ferma qui
dove cela la sabbia il buio
la treccia di cava dove la fiaccola spenta
crea una nervatura sul muro

segni sfatti le parole scritte

[]

non senti l’odore che prendi
l’aria consuma suoni
fiati fermi al respiro scostante

ha nome la pietra
non osi

usi e getti il corpo
fatto corpo lungo per adattarsi
al tuo buio, alla fiamma rimasta
un cero lungo e bianco
colato dalle pareti – la lingua
predice e consuma la forma –

non cammino più dentro le mura
il Loto alla bocca maledice giorni
sentieri di volti, silenzi di corpi
fatti singoli nell’aria

maledice fiati
preghiere

recita il corpo la veglia
fatta al morto

una stanza vuota il cuore
ed una radice molliccia in fondo
chiede
di respirare.

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