*

mi prendi così da morta
senza saliva alla bocca
e senza fame – sciolta nell’acido
di una giornata d’estate.
non chiedermi nomi a cose
al ventre piatto
ai seni
ai lobi stretti fino alla vita
non do più nome a nulla
il mio resta appeso come un abito
dall’ultima primavera.

mi prendi così
una pietra di mare
dove i gabbiani fermano per osservare
i loro morti sugli scogli
dove scendo e risalgo con l’acqua
e la risacca che ferma
anch’essa muore
nella sua schiuma.

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2 thoughts on “*”

  1. grazie iole!
    stavo proprio cambiando la mail di sottoscrizione al tuo blog 🙂

    acqua e pietra hanno sempre un perché in poesia.
    qui esistono perché quando ho scritto questa ieri, nella pacatezza dell’animo, avevo i piedi dentro onde calme del mare dell’isola del Giglio dove sono in vacanza (finalmente!).
    oggi si ritorna (finalmente 🙂 )

    un bacio,
    Anila

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