*

non si limita la parola
mentre sei frontale a contare le sillabe
le luci mancanti tra i denti
che approcciano levigate sintonie
e sguardi pochi
come fiumi scuri privi di pesci
e trappole agli argini
dove camminare.

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2 thoughts on “*”

  1. Ciao.
    Credo che certa poesia, o forse la poesia, sia una delle forme più vicine al cinema, alla discorsività dell’immagine ex machina, alla sopresa dell’occhio, o meglio: sarà stato il cinema che se ne sia appropriato (La candela accesa di Baudelaire, sarà forse quell’inizio?).
    Nel tuo modo di lavorare, credo che si avverta la sensibilità all’immaginario, alle luci del cinema.
    Buona giornata.

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  2. Ciao Luigi.
    Ho sempre avuto una fortissima e lucidissima capacità di elaborazione dei dati vissuti, quasi nell’immediatezza del momento. Quindi nella mia poesia traspare questo, l’elaborazione del momento vissuto, misto all’immaginario creativo legato spesso alla natura ed al mondo visibile. Sono sempre stata fuoco e lo sono ancora, ma in questo periodo sono molto acqua anche e la mia poesia sta cambiando.
    Il cinema gioca tra immaginario e reale, come la poesia. E credo proprio che sia il cinema ad essersi appropriato della poesia e non viceversa.
    Grazie e buona giornata anche a te!
    Questa mia è una giornata da scrivere…

    Anila

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