*

come incisione
togliere una freccia ficcata dentro
una punta appena alla costola
non mira al cuore – intrappola
arterie incide adorna di sangue
tutto ciò che è intorno.

fa maceria della voce
che perpetua dentro il silenzio
che distanzia.

boccabocca tieni qui la giunzione
l’anello
sfalda la pelle scuoia
di ciò di cui far parte allontana.

ingoia.
arrendi.

nel respiro l’incesto torna
a far preda le gole
attornia i lacci
che scendono braccia e gambe
che scelgono corde vocali
dove legarsi e appartenere.

questa lupa sa dove nascondersi.

conosce il rito del silenzio
mentre brucia ogni catena
ogni frangia di parole tra denti
troppo bianchi per dire
verità.

scossa sta nel muscolo
la ragione.

non credi
se non nella fuga.

in quello a cui ogni barca o nave
che attende d’affondare
rinuncia.

al corpo.
al gesto.

come ogni gesto che è linfa
o figlia
dove il perdono resta
senza colpa.

dimmi il tuo nome, ti dirò il mio.

ne farò una goccia
che sul pavimento non resta
non cade
non toglie colore
non scurisce.

i miei volti sono mille
più di ieri.

e la rinuncia
non veglia l’ordine del sogno
nell’occhio che migra
non sapendo mai
dove andare.

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