*

 

ma come il corpo
non strappa luce la memoria, non cade, non intrappola
ma assapora l’aria nel grido tra busti di marmo tra foglie
lasciate cadere, tra sordi, come accade in aprile
la veglia, il bruciare dentro nel muscolo che attrae la forza
a sè, distante nella percezione
ché non resta Sposa nella bocca
non pianta non taglio
rimasto a cucire le crune
dentro i bisbigli
in colli taciuti
decapitati.

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