*

se tutto è oro
e pietra che ricopre i buchi tarli di mani
accogliendo i vetri, il colpo di tuono che spinge
il cuore al battito più lento; non pianta il tiglio,
al suono dell’acqua indietreggia la radice, corrompe
il disegno che è dato al seme, alla terra ricade
esangue come dopo il vagito qui sta la nuca,
il figlio che brucia la prima parola al grembo
senza pulire vocali e bocche che testano l’occhio
prima di slabbrare. non osi il richiamo,
non fondi nel buio quel che la quercia onora
nel passo, la luce che toglie ricamo al foglio,
mentre leggi pagine e piove sui muri, mentre scendi
e piove come d’autunno.

se tutto è pietra
e oro ricopre i tarli di buco su mani
tagliando i vetri, il tuono col colpo che suda
il cuore e cerca il battito più lieve; non morde il tiglio,
la luce si fonde all’acqua, crea radice, confonde
il segno dato al seme, ché terra cade
esanime, dopo il vagito: resta il capo,
la lingua che brucia la parola al petto
senza vocali o bocche che sputano l’occhio
prima di mutare. non porti richiamo,
fondi buio alla quercia che porta
il passo, la fiamma che sparla al foglio,
mentre incanti pagine e forte piove nei muri, e corri
distante, da foglia d’autunno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...