*

è qui nel nome
una porta che apre porte prima che nasca
l’odore. il silenzio lo custodiamo per gioco
nelle notti mentre piove e mentre dici
– qui l’amore non ha fughe, scappa.
incastra gli occhi negli strati di terra
dove il muschio dimentica di crescere.
porti con te la foresta che brucia
i rami, la dimestichezza di travi che aggrappano
il silenzio dei passi all’andare.

le notti guardano, poi coprono
corpi, i tagli che fecero parte del tuo ricamo.

non segue l’ombra.
brucia.

lascia le scarpe all’altare, prima che salga
il rumore delle foglie. prima, dove dicevamo
tutto fa parte del fuoco. dirmi fuoco
come fosse tuo, mio talvolta, me che accendo,
che appartengo alla fiamma, che nutro
gli occhi di tuo figlio, che sciolgo
i capelli, le voci, le gole rese sterili.

il destino credi qui termini,
porti con sé le pietre.
lapidato è il corpo dalla sua memoria.
lunga così la sua morte
non reca dolore ma traccia soltanto
nel silenzio il mio nome dove una bocca non mormora
ma dimentica parole
per sopravvivere.

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