*

se brucia,
non una gola ferma a udire dei nomi
i suoni, piccoli gesti mancano alla lingua
nell’urlo non sa nominare
non sa chiedere, ode soltanto
come qualcosa in te che nasce
e prende la forma che dai alla saliva
dentro, come qualcosa che coglie
e prende piedi orme ginocchia
e chiede come ci si ferma qui
nuovamente, come ci si dimentica qui
nuovamente dei gesti dove chiedi
il mio latte, il mio latte
come pugno
fermo nell’orecchio dove muore il suono
quando pieghi le dita.
tu come forma non sei,
sei erba tagliata che ricresce nuova
e spalma le radici dentro,
perché resta sveglio ciò che muta
e sai, sai mutare
nuovamente, prima di rinascere.

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