*

come credi,
qui l’ombra porta pena sulla bocca,
s’oscura e richiama il nome di te
che scivola sulla schiena, che scivola
e sta in bilico;
come un albero di cui il vento
conosce le radici, di cui la fame
conosce i grembi a cui sa rinunciare,
sa dire le cose, i battiti tornati
a chiederti di me, gli occhi pulsanti
a chiedermi di te e non sta corpo
in corpo, vivo,
per ricordare.

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