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senti, il battito che vibra
sotto i piedi, già senti la radice
che s’ordina a farsi spazio, a riconoscere
le piante, i piedi, alberi, come si sta
tra i tronchi, dentro la corteccia,
dentro il suono, la voce che migra fin là
il confine che fa vela ai canti
dei lupi, alla foresta, che più non spezza
ma trascina l’odore, di te,
chiedendo come si crea una lingua
ascoltata e ceduta come madre
da figlia, io, madre acquisita,
da come sento alla gola il tuo grido,
che si costruisce il nido,
piano.

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