e se ti racconto
se mi smembro dei tagli
delle dune spesse nelle vene
delle ginocchia dei drappi di acqua e neve
del pane se ti racconto nella sete
com’è lungo il ramo che mi aggroviglia
alla foresta agli alberi tutti uguali
fitti come unghie
spine non vedi ma scorgi il mare
che corrompe pietre il mare
che agita braccia che agita braccia
e mascelle s’addensano per respirare
vanno in cancrena gli occhi
minute si restringono le mani
appena colta la partenza
rarefatta l’aria
e giù il dirupo non cadi
ma attendi spesso
di cadere

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