*

ma se tutto ha fine
nel perdono che non batti non imbatti
cuore polso che stringe il petto che schiacci.
sotto il nervo ogni calma è acqua
di mare che decide il destino

ma non dai nome a nulla resti vuoto
resti appena fiaccola accesa come morta
e densa di te nemmeno la poesia
affiora nemmeno la voce
chiama.

ma è qui il nido
la cavità che ti reca il corpo
umano o non più umano, uno strappo appena
detto come un fiore –

fosse breve il tuo nome
lo direi piano con le vocali aperte
e chiuse come finestre accese sotto luce
ma è ampio e lungo come una fronte
una grondaia che goccia a goccia scende a mare
una voce che secca mentre piove
e resta afona distinta
e non dice
di te
non dice

ma volta e si piega nell’ombra
per poi sparire.

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