*

sappi come regna l’ordine
come disegnano i muri le mie case
come gorgogliano le condoglianze lunghi
piedi lunghe gambe
a trascinare navi dove il mare
presta confini oltre. perché devi
sapere la corda dove il cappio pende
la mia testa le mie ossa
le travi che prendono le distanze
le dita che allungano sottili le lacrime
l’odore rimane lì
nel legno.
pensi come le statue mozzate in giardino,
nei giardini presso altri giardini
nei buchi dove seppelliamo i ricordi
le nostre piene giornate nelle mura
le nostre giornate piene.

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