*

mi sono consumata come una foglia che brucia
al sole, giorno dopo giorno. poi piove
e ritorna alla terra. così ritorno lavica
senza nodi, densa scivolo dappertutto,
incollo gli oggetti intorno alle gambe,
corpo tutt’uno con sedie tavolo fogli mattoni
matite. ed il corpo cavo come una trincea
cava si riempie, poi si incrosta, diventa
marmoreo, dove un tufo di respiro
non smuove.
sento fluido il sangue. ne sento l’odore
nella pelle fiamminga ora calcarea.

poi s’apre la porta, lo spazio dilata,
l’imbuto di aria sgorga dalla tua bocca.
la tua bocca fiamminga, la tua sete.

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