*

mi sembra di sentire ancora il rumore delle chiavi,
l’odore di chiuso appiccicato al freddo, un tuffo
in faccia come entri dentro. fuori la neve schioda
vento, innesca silenzi, come fosse già notte.
ma il giorno non sveglia tuttora le bocche.
non parliamo. ma sappiamo comprenderci. entri
per primo, per capire chi c’è stato, per inumidire
la stanza di fiato. la solitudine comprende tutto.
dappertutto oggetti, sedie, poltrone, coperte che useremo
per sorreggerci. ci vogliono poche parole. i gesti
resteranno qui. ricorderai nuda la stessa forma
della polvere, gli stessi occhi sugli specchi,
rimarranno, si sa, appena andremo.

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