*

ho creduto di non poter stare senza;
fumare sul balcone è un ricordo di altre vite.
non siamo presenti per dimenticarci le impronte,
i palmi rasi di baci, il collo grembo di voci.
e la crudeltà della carne, una pelle sottile,
assume dettagli che riconosco miei.
voglio credere che sei morto.
ci crede tutto il corpo, le vene,
i trampoli di unghie e le case colme di neve.
sei morto dappertutto. nei viali non sento
ripetere i passi, tu dietro che segui le ombre,
di me che via tengo un altro nome.

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