*

annoteresti un appunto sotto i gigli,
lo so. cammineremmo al lago dorso sul dorso,
tua costola appena aperta per inarcarmi dentro,
prenderti il fiato. la voce risponde,
sa dire ancora la volontà del cuore.
tutto fradicio il collo non chiama,
attende l’attesa: ci sta come una seconda pelle
mentre camminiamo qui, per le vie di Milano,
credendo sia già autunno. la pioggia incombe,
frusta le nostre giornate in cui ci si scrive
perché si vive meglio così. ho un tempo
per dirti, un tempo dove spendere tutte le strette,
un tempo per rincorrere l’attesa che sarà,
prima che tu vada. prima o poi andrai.

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