*

non ascolto più nessun dolore:
il mio l’ho impiccato alla porta prima di entrare. qui,
è nostra la casa. le luci mancano, ma noi bruciamo
senza che ci basti il fuoco, il vino, la vena
che si presta a deglutire e mandare giù
ogni boccone di noi che non dormiamo.
gli occhi sgranati a fissare ogni istante.

si è alla fine, eppure pare genesi ogni volta
che si annega di pelle che conosce il suo confine.
non hai limiti qui. per me, sei immortale.
se credo, gli alberi non muoiono,
i rami che cadono fanno parte di un ciclo perpetuo
del bosco.

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