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abbiamo raccolto tutto, nomi, pietre, mura
alte come case, ginocchia, volti;
e gettato i resti come sassi, ben oltre
il confine, dove non riconosci più occhi,
dove continuano boschi distesi infiniti.
ti ho comunicato poi l’addio biascicando,
saliva e denti stretti alla gola.
non dissi altro. muta la tua bocca urlava.

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