posso mostrarti qualcosa del buio,
ma non avere paura: ricordo le promesse
che ci siamo fatti. le impronte fisse
hanno marcato il terreno, l’acqua ha richiamato
i lupi. svegli, ritornano a bere.
non c’è fuoco che domina qui.
il legno secca spesso senza bruciare.

*

abbiamo scelto una stanza senza finestre,
dove contenere le voci. le scale tengono lontano
il rumore delle strade, le voci dove i vicini
ti conoscono per nome.
io non conosco niente, nemmeno i miei piedi.
rincuora di tanto in tanto il rintocco
che suona anche l’ora di andare.

*

hai detto che siamo stati qui una volta,
abbiamo nominato una figlia,
nostro il pane, nostro il soffitto,
le travi che pendono oltre il giardino,
riposano. la città s’è spenta,
l’inverno ha dominato le strade.
tu resti. io tendo ad andare
per ritornare al mare.

*

sappiamo che la stanza non è nostra,
ma la viviamo come se alleggerisse tutte
le nostre notti, la pelle consumata,
le storie dette. i dettagli ricordano fotografie
nei muri, il soffitto di legno che pende ai piedi.
c’è lo stesso odore. siamo già stati qui.
sono state qui le nostre bocche. il freddo
lapidava i corpi. ma c’è sempre qualcosa di cui
aver timore, che ci sia qualcuno,
che il rumore divenga impronta,
che io me ne debba andare.

*

mi sembra di sentire ancora il rumore delle chiavi,
l’odore di chiuso unito al freddo, un tuffo
in faccia come sei dentro. fuori la neve alza
vento, innesca silenzi, come fosse già notte.
ma il giorno non sveglia le bocche. non parliamo.
ma sappiamo comprenderci. entri per primo,
per capire chi c’è stato, per inumidire
la stanza di fiato. la solitudine comprende tutto.
dappertutto oggetti, sedie, poltrone, coperte che useremo
per sorreggerci. ci vogliono poche parole. i gesti
resteranno qui. ricorderai nuda la stessa forma
della polvere, gli stessi occhi sugli specchi,
rimarranno, si sa, appena andremo.

*

sei sempre lo stesso. non ci si manca,
ma gli anni si vivono come fosse ieri.
la Sposa è mancata. il suo abito resta
un grappolo di polvere in giardino.
rami e pietre sul suo velo.
metto acqua alle piante di tanto in tanto
e la vedo ferma a piangere
il bianco fermo della neve.

*
(vecchie cose)

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