*

lentamente accorciano gli spazi:
ci siamo resi nudi sugli specchi, ci siamo abbracciati
alle finestre sotto poca luce per non vederci gli occhi
per annusarci lo sporco delle mani, le dita tremule,
le unghie tese lunghe. ma spogliandoci, non ci siamo
riconosciuti, non ho previsto te, non mi hai previsto,
i sogni sono caduti per terra, un piano di casa è terremotato,
un albero s’è tagliato le gambe ed è scomparso.
non dimentichiamoci dissi dentro, ma senza crederci
la saliva asciugava il palato, pietra e fango secco
ogni cosa che ci siamo detti, ogni cosa, è morta.

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