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ho timore di te per come le mura
ti spingono oltre, nel labirinto delle case
abbandonate; coi piedi scalzi ci corro come i matti
senza sapere dove e come lasciare lo sguardo;
questo odore giallastro di immobili mobili
stabili rocce e distanze tutte da accorciare,
alberi e strade strette, dove un passo per volta
abbiamo camminato tenendoci per mano;

non v’è neve dove piove l’occhio.
ti riconosco appena,
non sai più cosa sono.

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