*

e poi ci si chiamerà nelle voci dei boschi
uno due tre mille come le lingue lunghe
di strade attraversate per sogni e notti
di lunghissime strette; e bavagli di bocche
cresceranno le parole: cos’hai da dire adesso,
mi metto a cucire un orlo sulla porta,
lo unisco piano agli angoli e ti dirò
resta – perché restarono qui la polvere
e l’addio che lasciasti sotto la luce.

non ci sono passi
nei fossati è mancata pure la pioggia
quest’anno di mare e sabbia e ubriacature
d’inverno con il freddo.

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