*

ricorda me, sulla pelle il segno è intatto,
non parla, la voce ha solo uno straccio
di fiato, e ripercorre dappertutto,
l’afonia della distanza. frantume il viso,
ha pianto, ha unito le ciglia in chiusura,
ha detto l’inevitabile, trasmesso le ceneri
all’acqua, è mortomorto come ha udito
la tua orma apparire.

*

ho contato le dita del letto di fronte,
pazzapazza chiamata, eppure nel chiarore
del colore degli occhi,
ferma qui la figura rittrae la figlia
avuta in altra vita.

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