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la pelle ha memoria degli odori;
abbiamo coricato gli occhi e dimenticate
le ciglia hanno visto la neve. puoi stare qui
un poco sotto il tetto bianco delle case,
l’andirivieni di alberi e volte, dove le vie portano
ai boschi: secche sono le pelli dei serpenti
che t’hanno cambiato odore, t’hanno nutrito,
leccato il viso. e la tua lingua, la tua lingua
s’udiva, già allora, urlare.

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