*

con la distanza, la strada ha superato le forme
dove a colpi l’aria scende e risale, sempre dal nord
e per il nord prega, adagio di dover tornare.

cosa faresti, se non con i palmi a pregare
e tenendo il giornale, gli occhi a leggere
i numeri a fondo pagina a rovescio, distillando
l’acqua dal rubinetto goccia a goccia e le bottiglie
vuote, numerate col gesso o a matita e un laccio rosso
o bianco a seconda di come ti alzi la mattina.
come faresti lo sai dal gesto della musica,
la tv che illumina i parchi del sud, l’incendio
caro dell’estate, la Babilonia impalata, il sudore
che vieta di guardare la luce ma intrapola la vista
ed un alone di chiaro opaco, mistifica l’aria
che sembra polvere. canticchi di tanto in tanto
per snaturare il nervosismo della bocca e sentire
come un pugno un peso del petto che piccolo forgia
la sua forma per restare. nella distanza hai chiamato
la creatura dell’acqua e s’è fatta voce
nello stomaco, l’orma in un corpo che muove,
ma tace. è estate e lo gridi:
pietrificata la terra ti ha ricordato di tornare.

Annunci

One thought on “*

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...