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sono rimaste le nostre orme sull’uscio di casa
hanno divaricato le piante le hanno legate ai muri
ci hanno parlato per scoprire dove portano le strade
una volta andate ad est. non si raccontano così
le nostre storie, l’appropriarsi di voci
che non appartengono più a questi alberi.
abbiamo dato il nome a nostra figlia qui
rinchiusa in una scatola a lungo. come ci siamo accorti
di addormentarci e sognare.
ti tengo la mano ancora la mattina e tutto il giorno
e la sera pensiamo a quanto è più lungo il sole del sud
di quando è iniziato questo viaggio.
mi ricordo di sedermi sempre sulla panchina
in una foto appesa al muro della nostra stanza.
non siamo più soltanto noi due
la moltitudine di bocche che aprono e chiudono
per prendere aria e liquido amniotico
ci parlano muovendosi continuamente.

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