*

non mi lasciare qui, vienimi a liberare,
nel portico i cani abbaiano e assillano
le voci nella testa
le voci nella testa che nemmeno si ascoltano.
ho a volte paura del buio
tanto da volermi tagliare le vene
e bruciare dappertutto fotografie ed occhi
di chi è rimasto sulla pelle
e non ha avuto il tuo nome.
e se dentro l’iperbole della mia terra
gigantissima nella fame che racconta
il mare, la commozione degli addii,
i volti che hanno prevalso su tutto,
le piaghe che ho concimato io stessa
come piante grasse da accudire.
ho paura del buio come una parola unica del male.
e se fosse che le voci dentro
parlassero di più di più
come un districarsi distinto delle nostre memorie,
dove ti ho visto restare a lungo.
ho qui l’immersione intensa delle lingue
che attendono sempre ed ancora di parlare.

Annunci